Prostatectomia robotica

da_Vinci_S_HD_SystemLa chirurgia robotica è il trattamento più utilizzato per la cura del tumore della prostata; infatti negli Stati Uniti circa il 90% di tutte le prostatectomie radicali sono effettuate con tecnica robotica.

La prostatectomia robotica in considerazione dei suoi eccellenti risultati sta gradualmente sostituendosi alla tradizionale prostatectomia radicale a cielo aperto come approccio “gold standard” nel trattamento del carcinoma prostatico localizzato.

Gli eccellenti risultati oncologici e funzionali non dipendono solo dalla macchina, ma soprattutto dall’esperienza e dall’abilità del chirurgo.

 

Perché la prostatectomia robotica?

I vantaggi della tecnica robotica, riconosciuti a livello internazionale, sono:

  • Visione migliorata ad alta definizione con ingrandimento di 10 volte e visione tridimensionale;
  • Eliminazione del tremore della mano umana
  • Un modo piu’ confortevole di svolgere la procedura per il chirurgo, che siede alla postazione chirurgica utilizzando gli strumenti chirurgici e la visione ottimizzata
  • Minime incisioni che permettono di:
    • Ripristinare rapidamente le normali funzioni
    • Ridurre la degenza ospedaliera
    • Ridurre i rischi di incontinenza e impotenza
    • Minor perdita di sangue e riduzione delle trasfusioni
    • Trattamento meno doloroso (la maggior parte dei pazienti non deve assumere antidolorifici dopo la dimissione).

 

Tecnica chirurgica

L’intervento di prostatectomia radicale robotica consiste nell’asportazione completa della prostata con l’impiego del sistema robotico DaVinci®.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale. Inizialmente, la cavità addominale viene riempita di anidride carbonica per creare una camera di lavoro per gli strumenti chirurgici robotici. Successivamente, tramite 6 piccole incisioni inferiori ad 1 cm (una a livello ombelicale e 5 a livello addominale), vengono inseriti in cavità peritoneale il trocar ottico e quelli operativi, attraverso cui verranno inseriti gli strumenti operatori.

Nel caso in cui fosse oncologicamente necessario – cioè quando i parametri pre-operatori lo consigliassero – si procede alla rimozione dei linfonodi pelvici (linfoadenectomia), a cui afferisce la linfa prodotta dalla prostata, bilateralmente. La tecnica robotica permette di eseguire, quando necessario, linfoadenectomie estremamente estese ed accurate e quindi la tecnica si presta ad essere utilizzata con successo anche in pazienti con tumore della prostata avanzato.

Successivamente si procede all’isolamento della prostata. Tale manovra avviene partendo dal collo vescicale che viene separato dalla base della prostata ed arrivando sino alle vescicole seminali precedentemente isolate, avendo cura di conservare il più possibile l’integrità delle fibre muscolari del collo vescicale stesso, le quali compartecipano al meccanismo della continenza urinaria.

Durante la procedura viene posta la massima attenzione per salvaguardare i nervi che avvolgono la prostata, fondamentali per una adeguata preservazione della funzione erettile. In alcuni pazienti con forme di tumore prostatico localmente avanzato sara’ necessario sacrificare in parte o totalmente i nervi dell’erezione per permettere la rimozione completa del tumore.

Completato l’isolamento della prostata si procede alla sezione del plesso venoso di Santorini ed alla sua successiva sutura emostatica ponendo la massima attenzione alla preservazione della integrità dello sfintere uretrale esterno, muscolo principale responsabile della continenza urinaria.

Si procede poi a sezionare l’uretra a livello dell’apice prostatico e a questo punto il pezzo operatorio prostatico, completamente liberato, viene estratto dall’addome attraverso una delle precedenti minime incisioni.

Dopo un accurato controllo di eventuali sanguinamenti si procede all’esecuzione dell’anastomosi tra uretra e vescica, che viene eseguita con una sutura in continua con un innovativo filo dotato di alette autobloccanti che garantiscono una tenuta eccellente e rapida ripresa della continenza urinaria. Si posiziona quindi un catetere vescicale e si posiziona un piccolo tubo di drenaggio.

 

Durata dell’intervento

circa 120 minuti

 

Anestesia

L’intervento di prostatectomia radicale robotica viene eseguito in anestesia generale. In considerazione della procedura mini-invasiva è pressoche’ assente il dolore nel post operatorio.

 

Decorso post operatorio

A partire dalla prima giornata post-operatoria, il paziente riprende a bere e ad alimentarsi e si alza da letto.

Il drenaggio è rimosso dopo 1-2 giorni.

Il catetere vescicale, viene mantenuto in sede per un periodo di solito variabile da 3-5 giorni, a seconda di alcuni fattori intra-operatori e del decorso post-operatorio.

Il paziente viene dimesso dall’ospedale senza catetere vescicale dopo 3-5 giorni.

 

Possibili Complicanze

Le perdite di sangue intra e perioperatorie e il tasso di trasfusioni sono nettamente inferiori rispetto sia alla prostatectomia a cielo aperto che laparoscopica

Linfocele, spandimenti urinosi perianastomotici e reintervento sono direttamente proporzionali all’esperienza del chirurgo e alle caratteristiche del paziente (peso corporeo, grosse prostate con terzo lobo, pregressa chirurgia addominale o prostatica, PSA e stadiazione del tumore).

Il tasso complessivo di complicanze è comunque inferiore alle complicanze della prostatectomia radicale retropubica.

 

Risultati oncologici e funzionali

Il tasso di margini chirurgici positivi  e di recidiva biochimica post prostatectomia robotica è sovrapponibile ai risultati della prostatectomia a cielo aperto.

Si evidenzia un significativo vantaggio dell’approccio robotico rispetto a quello a cielo aperto e laparoscopico in termini di recupero della continenza a 12 mesi dalla chirurgia.
Anche in termini di recupero della potenza sessuale, la prostatectomia robotica offre un significativo vantaggio rispetto alla chirurgia tradizionale ad 1 anno post intervento.